adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Salgo il sentiero

Salgo il sentiero-

in mezzo alle radici

cerco le mie

dal folto del larice

nitido il mondo appare

senza titolo

Ontano alpino

il torrente ti canta

la sua storia

chissà se mai la nostra

verrà affidata al vento

Quattro haiku estivi

Sera d’estate:/ frulla -il ventilatore-/ i miei pensieri

Già quasi agosto/ insieme contavamo/ stelle cadenti

Odor di mirto/ frinire di cicale/ t’amo Sardegna

Fiore d’ibisco-/ dal cortile una voce/ ma non la sua

Due senryu estivi

Foglia di menta:

sei subito un mojito

in riva al mare.

Eterno amore-

io credo solo a quello

intermittente

Partenze e ripartenze

Partenze e ripartenze non so dire
quante poi siano state a esser sincera.
Non le ho mai enumerate né contate
la confusione regna più assoluta.
Ci sono state mete un po’ assolate
cime ghiacciate, brulle, desolate
spazi di verde acqua da incantare
cadute che vorrei dimenticare
salite dure dopo infanzia d’oro
percorsi in cui ho perso la ragione
solo per dare retta ad un coglione
amori malandati nati storti
dai quali ripartire mezzi morti
per ritrovare largo il mio respiro
la libertà, poter andare in giro.
Insomma, sarò breve, non temete
gli ultimi versi hanno fame e sete
dopo ogni addio c’è sempre un nuovo incontro
ringrazio chi camminerà al mio fianco.

Non saprò mai

Non saprò mai quante volte mi pensi

se al pensiero sollevi il sopracciglio

accavalli la gamba e ruoti il piede

non ci è dato sapere quasi nulla

dell’altro pure se ci dorme accanto

solamente possiamo immaginare

da parte mia ti penso e sogno spesso

sei rimasto, rimani un punto fisso

non la stella polare ma la falce

di luna che ho sul dorso della mano

piccina tanto da essere ignorata

su viva pelle incisa, incancellata.

La tua presenza

La tua presenza abita ogni stelo

ogni sasso muschiato, foglia, roccia,

ogni fonte sorgiva, pigna, traccia.

Basse le nubi oggi sulle acque

tra le fronde del leccio inneggia un nido

c’è Caligo ad avvolgere le onde

il suo vestito calza ad ogni lembo

copre bene del mare le vergogne

serra forte in un nodo vita e morte.

Colgo questo momento tra le viole

la lucertola fugge e sembra ieri.

Tre haiku di primavera

Fine febbraio:

germogliano i ricordi

aria di neve.

Ventuno marzo

l’inverno è diventato

una farfalla.

Canta la luna:

“Mi sto specchiando in mare

svegliati e sogna!”

Indietro

Paesaggio marino, foto di A.L.

“Indietro non si torna mai” – non dire –
del gambero rammenta il camminare.
Certo, l’amore spesso è passeggero
il fiume scorre, non si arresta il mare
però solo da morti – eccolo il vero –
la direzione non si può mutare.
Lo so che ormai hai deciso di partire
che hai mille altri paesaggi da vedere
ma me ne starò quieta ad aspettare.
Non me ne pento – è una scelta mia –
non temo che mi diano della scema
né di perdere il centro della scena
il teatro farò se ne avrò voglia
del successo c’è – credo – molto meglio
concedo scusa a chi mi chiama illusa
non mi seduce e – giuro – non apprezzo
salamelecco, inchino, acuto olezzo.
Se poi alla vita piacerà smentire
questo discorso alquanto abborracciato
e non si farà scrupolo a mostrare
che ogni giravolta è un caso strano
raro bizzarro e che sperare è vano
se un giorno o l’altro io dovrò inghiottire
parole detestabili ed avare
alla vita lo stesso sarò grata
per averla anche solo immaginata.

Le lumachine n.38 (dicembre 2020)

Tra questi, tutti bellissimi, pubblicati a cura di Stefano D’Andrea sulla rivista Le Lumachine, alcuni miei haiku e tanka.

https://drive.google.com/file/d/12aYiHJdOyoMSkzLmHRVKqUMbwP2asQ0n/view?usp=drivesdk

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