adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Magia

Nel disarmarmi

io percepisco

in grembo

ogni bellezza

all’abbraccio mi

arrendo

allargo il petto:

è di pane l’addome

vino il sangue.

Disconosco

l’ordigno travestito

la parola violata

l’arroganza.

Nell’accostarmi a te

trasmuta il mondo

il buio tra

le braccia è

tutto luce, m’infiora

la magia

del tuo sorriso.

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Stranezze

Fase di sfera

Apice danza curva

Apogeo nero.

Sembri scomparsa, luna

eppure rendi tondi

spigolosi pensieri.

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Onda

Dall’acqua vieni

per fare a lei ritorno

onda d’amore.

 

Mi muovi e dolce suoni

la conchiglia del tempo.

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Adriana Libretti, Parole presenti (Le Mezzelane 2018)

Grazie a Pasquale Vitagliano per la bella recensione a Parole presenti.

Adriana Libretti, Parole presenti (Le Mezzelane 2018)

Babbo

Ciao bella del tu’ babbo
-così mi salutavi
quand’eri in buona-.
Sappi che manchi, padre.
Pur se imponevi sempre il tuo volere
mi facevi da scudo al malomondo.
Dopo, sono cresciuta.
Amata, ho molto amato.
Ma resti insuperato.

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Al nascituro

Verrai d’autunno

mentre il frassino inizia

a farsi d’oro.

 

Dalla luna avrai in dono

mussola novembrina.

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Sarabanda

Il mio freak nudo

è nella scatola

l’ho trovato oggi

per caso.

Lo cercavo da anni

nelle soffitte

delle vecchie case

nelle cantine dove

mi capitava di

ascoltare

applaudire 

musicisti in erba.

L’ho scoperto in settembre

una domenica.

Se ne stava in un angolo

remoto

credo perché

invecchiato

non conoscibile

a incontrarlo

per strada.

Era meraviglioso

visto così

a sfioro di saliva

in quella sarabanda

di concerti.

Poi, son venute

bacche color 

di curcuma

carminio

e i tempi di 

raccolta  

potatura

prima del  gelo.

Ora che so

che è là

mi sento un po’

acquietata

felice forse

più rasserenata.

Se lo desidero

un domani

posso aprire la scatola

guardarlo 

immaginare di

averlo di

toccarlo  

spoglio

maestoso

nudo

fino dentro

gli occhi.

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Ballata

Con te.

A salire i gradini

di ogni scala.

Nelle ballate

a trecento

di ogni mare.

Nelle polifonie

a tempo variabile

nella forma

a rondò

nel madrigale.

Fulgida fiamma

lampo

amore antico

Benché lontan me trovi in altra parte

Tempo né luoco mai da te mi parte”.

Ascolto attenta

frugo negli accordi

dove sarà sparito?

-mi domando.

Forse starà

bussando

al paradiso

urlando i versi

di Bob Dylan

al cielo

starà con John

tra i fields

but not forever!

 

Ma riprende il tenore

a gorgheggiare

con due soprani

arie

a modulare.

Clavicembalo

liuto flauto viola

viola da gamba e poi

da braccia viola

eppure tra le braccia

non ti ho ancora

e tra le gambe no

meno che meno.

Canta il cantore

canta

scende in sala

mentre un nodo

mi serra già

la gola.

Fine concerto

applaudo a mani tese

schiaccio

un’idea velluto

polverosa.

L’idea batterio

quanto mai letale

insinua che

ti potrei

dimenticare.

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haiku per 4 stagioni

Nell’aria osservo/ la linea del mio fiato/ otto febbraio.

 

Intorno, il mare:/ nella tua rete ondeggio/ da marzo a maggio.

 

Sulla montagna/ arranca la capretta:/ pascolo estivo.

 

Spengo il cerino: / il crepuscolo dice/ che è quasi autunno.

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Sentiero del sei

Lungo e tortuoso

il sentiero del sei.

Testa, cuscino

-telecomando in mano-

subito parto per un

viaggio all’indietro.

Vedo cappotti voltati

rivoltati, lacci

consunti, coperte

da schiantare la

gabbia toracica.

E poi veloci

-che dico-

vorticosi

disegni psichedelici

musica dei Matching Mole

quando la questione era

pensa a come sarai, anziché

pensa

a come cazzo sei diventata.

Pirandello docet

e nel sogno

-sogno dal vivo-

il copione è sempre

dimenticato, l’autore

dileguato.

Sequenze, piazze

ma di colpo

-fermo immagine-

volti case automobili

perfino la messinpiega

dell’annunciatrice, la gonna

a sbuffo, il guanto traforato

ecco ricado nella

storia vecchia

odorosa di

quadrotti alla canfora

tastata nei cassetti

nei bauli di larice

in colletti di ricambio duri

come quelli dei preti

in spaghetti fumanti

al ragù nero in dita

bianche d’impasto

in palle di giornale

da farci fiamme

in fogli di carta spessa e

lustra da

non riuscire neanche

a pulircisi il culo.

Dove trovarvi adesso

per chiedere consiglio

insultarvi piangere

stringervi

gente dell’anteguerra

esperti di stenti

e di allegria

bevitori di

caffè alla cicoria

danzatori di boogie

musicisti pazzi

dello swing.

Io cerco voi

voi tutti, sempre

e per sempre

grondanti vita.

 

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