adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Partitura disarmonica

 

 E mi prendi nel vicolo

nessun bacio su zigomi

caro che m’eri caro.

Tremule note vibrano

in accordi che arrancano

su impropèri stonati.

Con il sole a sghimbescio con

quest’aria di marzo infilzata negli occhi

di desiderio ingombro

 lo spazio a lacrimare.

Caro che m’eri caro

l’inarcarsi dei corpi

è gelido esibire

se solo ci eseguiamo.

Per organi di carne

la partitura chiede ma

là sul pentagramma che già affiora

da cumuli disciolti lungo il muro

concertano in segreto

mille viole. 

 

 

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