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Poesie, prose, foto e dipinti

Archivi per il mese di “novembre, 2013”

Solo per farti sapere che sono viva

http://27esimaora.corriere.it/articolo/solo-per-farti-sapere-che-sono-viva/?pr=1&id=6012

Oggi, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, voglio condividere con voi questo link.

Ho assistito ieri alla proiezione dell’interessantissimo, toccante film “Solo per farti sapere che sono viva”, frutto del lavoro di due giovani professioniste, Emanuela Zuccalà e Simona Ghizzoni, rispettivamente giornalista e fotografa, e che meriterebbe di essere il più possibile diffuso.

Fino a ieri non ero a conoscenza del problema della popolazione del Saharawi e dell’impegno delle donne del Polisario, passate attraverso la prigionia e la tortura per rivendicare con fierezza e determinazione il legittimo referendum per l’autonomia del loro territorio.

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VI ASPETTIAMO

http://www.bookcitymilano.it/events/linfe-e-risonanze/

Stagioni

Onda. di A.L.

GHIOTTE STAGIONI

NESPOLA ANGURIA NOCE

SUCCO DI NEVE .

LINFE E RISONANZE

Eccomi a parlare dell’altro evento a cui parteciperò sabato 23 novembre alle 21,30 presso la Biblioteca Gallaratese di via Quarenghi, sempre inserito nel programma di Bookcity Milano di quest’anno. E’ un evento a cui tengo particolarmente, visto che altro non è che la presentazione del mio libro “LINFE” in forma di spettacolo. In breve, si tratta di questo: io leggerò alcuni brani tratti dal mio romanzo edito da Vydia; Daria Mascotto, danzatrice di Bharata Natyam, parteciperà danzando. Parole e coreografie risultano qui infatti, a nostro avviso, misteriosamente connesse.  Il libro è ambientato in Italia in un paesino di provincia, eppure una delle sue protagoniste è una specie di Apsaras (fata dei boschi della mitologia indù), una sorta di Ninfa insomma, che dialoga ogni giorno con gli alberi e che a essi, più che ai suoi simili, si sente apparentata.

Vi aspettiamo allo spettacolo (40 minuti circa), gratuito come tutti gli eventi di Bookcity.

Per ulteriori informazioni, seguite il link qua sotto:

http://www.bookcitymilano.it/events/linfe-e-risonanze/

Copertina LINFE 2

Le vie parlanti

Per Bookcity Milano 2013, il 23 novembre prenderò parte nel pomeriggio (tra le 15 e le 18,30) a un’iniziativa chiamata “Le vie parlanti”. Insieme a un gruppo di attori (saremo in cinque) leggeremo le poesie di poeti a cui la via in cui ci troveremo fisicamente è stata dedicata. Le vie prescelte sono: Ariosto, Boccaccio, Petrarca, Leopardi, Carducci. Ad ogni poeta/ad ogni strada verranno dedicati una decina di minuti.

Ecco, di Carducci, “Alla stazione in una mattina d’autunno”, tratta dalle Odi Barbare, che (tra le altre) leggeremo in via Carducci:

Oh quei fanali come s’inseguono
accidiosi là dietro gli alberi,
tra i rami stillanti di pioggia
sbadigliando la luce su ’l fango!
Flebile, acuta, stridula fischia
la vaporiera da presso. Plumbeo
il cielo e il mattino d’autunno
come un grande fantasma n’è intorno.
Dove e a che move questa, che affrettasi
a’ carri fóschi, ravvolta e tacita
gente? a che ignoti dolori
o tormenti di speme lontana?
Tu pur pensosa, Lidia, la tessera
al secco taglio dài de la guardia,
e al tempo incalzante i begli anni
dài, gl’istanti gioiti e i ricordi.
Van lungo il nero convoglio e vengono
incappucciati di nero i vigili,
com’ombre; una fioca lanterna
hanno, e mazze di ferro: ed i ferrei
freni tentati rendono un lugubre
rintócco lungo: di fondo a l’anima
un’eco di tedio risponde
doloroso, che spasimo pare.
E gli sportelli sbattuti al chiudere
paion oltraggi: scherno par l’ultimo
appello che rapido suona:
grossa scroscia su’ vetri la pioggia.
Già il mostro, conscio di sua metallica
anima, sbuffa, crolla, ansa, i fiammei
occhi sbarra; immane pe ’l buio
gitta il fischio che sfida lo spazio.
Va l’empio mostro; con traino orribile
sbattendo l’ale gli amor miei portasi.
Ahi, la bianca faccia e ’l bel velo
salutando scompar ne la tenebra.
O viso dolce di pallor roseo,
o stellanti occhi di pace, o candida
tra’ floridi ricci inchinata
pura fronte con atto soave!
Fremea la vita nel tepid’aere,
fremea l’estate quando mi arrisero;
e il giovine sole di giugno
si piacea di baciar luminoso
in tra i riflessi del crin castanei
la molle guancia: come un’aureola
più belli del sole i miei sogni
ricingean la persona gentile.
Sotto la pioggia, tra la caligine
torno ora, e ad esse vorrei confondermi;
barcollo com’ebro, e mi tócco,
non anch’io fossi dunque un fantasma.
Oh qual caduta di foglie, gelida,
continua, muta, greve, su l’anima!
io credo che solo, che eterno,
che per tutto nel mondo è novembre.
Meglio a chi ’l senso smarrì de l’essere,
meglio quest’ombra, questa caligine:
io voglio io voglio adagiarmi
in un tedio che duri infinito.

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