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Poesie, prose, foto e dipinti

Archivi per il mese di “febbraio, 2016”

Sull’amore

A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è un fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra.

(John Williams, Stoner, Fazi Editore, p. 225)

IMG-20160228-WA0001.jpg(Foto di Daria Mascotto)

Da un febbraio bisestile (tanka)

Sotto l’asfalto

davanti alla finestra

mi corre il fiume.

 

Quando ha bavaglio il canto

è lapide ogni pietra.

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Scambio di doni

Come scrive Marcel Mauss: “I doni non hanno lo stesso scopo del commercio e dello scambio nelle nostre società più elevate. Lo scopo è prima di tutto morale, l’oggetto è quello di produrre un sentimento di amicizia tra le due persone interessate e se l’operazione non ottenesse questo effetto tutto verrebbe meno”. (Marcel Mauss, Saggio sul dono, 1923)

Questo piccolo scambio di doni sta quindi rinsaldando la nostra amicizia; non è vero, Giulia?

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E DA ADRIANA A GIULIA

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Leggendo Javier Marìas

Sto terminando la lettura di un romanzo intitolato: “Così ha inizio il male”, di J. Marias. Questo autore non mi delude mai, da lui mi sento presa per mano già dalla prima riga e accompagnata fino all’ultima. Non rischio di perdermi e seguirlo non mi costa fatica, nonostante la complessità degli argomenti e i frequenti voli pindarici a cui mi sottopone: piccolo-grande miracolo della scrittura, che quando funziona non lascia spazio a fraintendimenti. Cosa che invece capita alle ‘alate’ parole quotidiane, troppo spesso fonte d’incomprensione e di rancore.

Riporto di seguito una frase del romanzo (una tra le tante) che mi ha colpito e che desidero condividere.

“Ciò che era unico finché era segreto e ignoto a tutti, diventa un episodio banale una volta che è stato esposto e gettato nel sacco comune delle storie che si sentono in giro e si mescolano e vengono dimenticate, e che per di più potranno essere riportate e travisate da chiunque per puro caso passi da lì o ne sia raggiunto, perché una volta che le abbiamo liberate, le storie rimangono nell’aria e non c’è modo d’impedire loro di aleggiare o volar via se la bruma le avvolge o il vento le sospinge, e di viaggiare attraverso lo spazio e attraverso il tempo deformate da molteplici echi e dalla lama affilata delle ripetizioni”. 

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Febbraio

Entri negli occhi

cielo di ciano macchia

di latte fumo.

A voi mi affido, braccia

radici in espansione.

Eppure avverto

(febbraio è testimone)

di non appartenere

che allo zolfo e alla lava.

 

Rifugio, scultura. Febb. 2013

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