adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivi per il mese di “maggio, 2016”

A Dani

Aspettavo il tuo arrivo. Ti aspettavo.

Ti dedico questa breve, intensa poesia, di Chandra Livia Candiani, e l’acquerello che ti era piaciuto.

 

Io accarezzo il silenzio.

Il silenzio –

che mi spedisci –

tu.

La prontezza

della tua assenza

la assaporo –

la mancanza –

qui

nel pieno del petto

vuoto,

la sorseggio

come un vino difficile,

te la dono

come una mano grande

aperta

sotto la pioggia.

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Composizione mutevole

Il velo sopra i capelli

La vela verso gli atolli.

I costi già a lievitare

Le coste giù lungo il mare.

Di fogli ricco il quaderno

Di foglie privo l’ inverno.

Il pollo non sa di pesca

La polla sa d’acqua fresca.

La fragola è delicata

La fregola un po’ sguaiata.

La mora sta nel cespuglio

L’ amore nel guazzabuglio.

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Acrilico

Toscana

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E rivado al cipresso di Toscana

alle notti,  allo scorrer della mano

a sgranare carezze al chiar di luna.

Se negli anni il ricordo non dilava

quell’incontro un disegno nascondeva

sotto il velo del giorno che ammantava.

Di corbezzolo ho semi nella tasca

rosmarino il profumo che mi resta

qualche grumo argilloso quanto basta.

Note ignote il cipresso sussurrava

ma l’accordo mi accorgo arriva ora

sa votarsi ogni stella al suo mistero.

Ogni caso

Poteva accadere.

Doveva accadere.

E’ accaduto prima. Dopo.

Più vicino. Più lontano.

E’ accaduto non a te.

 

Ti sei salvato perché eri il primo.

Ti sei salvato perché eri l’ultimo.

Perché da solo. Perché la gente.

Perché a sinistra. Perché a destra.

Perché cadeva la pioggia. Perché cadeva un’ombra.

Perché splendeva il sole.

 

Per fortuna là c’era un bosco.

Per fortuna non c’erano alberi.

Per fortuna c’era una rotaia, un gancio, una trave , un freno,

un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.

Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.

 

In seguito a, poiché, eppure, malgrado.

Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,

a un passo, a un pelo

da una coincidenza.

 

Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?

La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?

Non c’è fine al mio stupore, al mio tacere.

Ascolta

come mi batte forte il tuo cuore.

                       Wislawa Szymborska (Da “Ogni caso”, 1972)

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1 maggio

Piove sull’acqua –

come gronda di luce

la ninfea rosa!

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