adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivi per il mese di “giugno, 2016”

Vacanza

Ho visto pesci con la coda a rondine, una stella marina, i paguri. La luna rossa, i sassi forati. Ho percorso in fretta il sentiero, volevo acchiappare gli ultimi bagliori del giorno, però ho sbagliato direzione, così sono tornata indietro per paura di perdermi. Poi quel vecchio rifugio affacciato su due baie, il tavolo di legno sotto il canniccio, vermentino a volontà e un gruppetto di freaks a darsi da fare in cucina con grande abilità. Ho pensato che mi mancavi, che tanta bellezza è una lama. La brezza accarezzava il mio squarcio. Quando i bambini hanno cominciato a giocare, non ho potuto fare a meno di spiarli, da loro imparo. E loro mi hanno ricordato che ogni lucciola è faro, pagaia ogni ramo, pupilla ogni pietra.

WP_20160621_008.jpg

Al solstizio

Mi appendo al cielo

– spesso è là che frugo –

di questi tempi

al solstizio o quasi

in cui la violaciocca

dà già il seme.

 

Polvere di cannella sulla schiuma

nuvole parigine

pietre incise

tra le case in salita

dell’addio.

Abelardo Eloisa

– amori persi –

la ragione che nega

il desiderio.

Ha senso – e quale –

interrogarsi ancora?

 

Di nuovo – vedi –

è timo sul sentiero

fresco sudore

alpina transumanza.

Sta chiamando la valle

qui

sospesa.

WP_20160611_005

A

Già scuoti i rami

ti protendi

ridi di frasi

dei versi del cinghiale

dei nostri ragionevoli

giochi bambini

delle A in coro

lanciate alle pareti.

 

Caschi

nell’orecchio a frinire

prima che le campane

rintocchino

le cento otto.

 

Il destino nel nome – suggerisci –

nella dolcezza delle arance – assaggia –

nei grappoli di acacia – senti –

nelle curve dei campi.

 

Foglie allo scherzo

temporale scampato

tortore a covare

e quell’angelo stronzo

a rispecchiarmi.

 

Non posso perderti

ho la prova

dove sei tu io sono

come te tendo braccia

che partono dal centro

accosto senza chiudere

le mani

ti accolgo in volo.

WP_20160611_009.jpg

Vorrei

(Dialogando con Alessandra Celano, piovesulbugnato.wordpress.com)

 

Vorrei, io vorrei tanto saper dire

quello che in petto preme ma non esce

ché spesso muta resto come un pesce

e al mondo vo’ celando il mio sentire.

 

Vorrei tanto saper rompere un piatto

far volar giù gli arredi dal balcone

affrontare il litigio e la tenzone

evitare ogni logica d’accatto.

 

E invece sempre sono misurata

non lancio mai anatemi mai non grido

piuttosto intera ingoio una patata.

 

Quanto mi piacerebbe strabordare

al galoppo lanciare le emozioni

correrti incontro nuda a farmi amare.

 

WP_20160603_002

Acrilico su carta

 

Navigazione articolo