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Poesie, prose, foto e dipinti

Da Euridice a Orfeo

Perché voltarti mentre camminavi?

Con me al seguito procedevi piano,

attraversando acque contromano

pur di riavermi a tutto t’arrischiavi.

 

Nel regno d’ombre non ti rassegnavi

a lasciarmi vagar: -Luogo inumano,

che il respiro tramuta in atto vano,

torna alla lira, al sole, a Orfeo che amavi!-

 

E’ la pazienza la virtù di un forte

stupido caro che m’hai sussurrato:

-D’un breve occhieggio non s’accorgeranno!-

 

Ma ogni dio, pur minore, accusa il danno,

nulla gli sfugge, specie se ingannato.

E il guardo tuo d’amore mi diè morte.

 

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4 pensieri su “Da Euridice a Orfeo

  1. Il dipinto con i mattoncini sono già “poesia”

  2. Felice Invernici in ha detto:

    Che bel sonetto! Sapore d’antico ma eterno. Brava.

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