adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivi per il mese di “aprile, 2017”

Dopo ieri

Dunque, forse ho sbagliato. Ho creato un blog in cui non scrivo del mio lavoro, al di fuori di qualche vago accenno. Negli archivi chi legge troverà solo esigue tracce di teatro; non menziono il doppiaggio o i dialoghi delle serie Tv a cui dedico gran parte del tempo.  Non ho mai citato le persone (celebri, loro sì, e generose, quindi colgo l’occasione per farlo: Lella Costa, Dacia Maraini, Angela Finocchiaro, Cesare De Marchi) che mi hanno accompagnato lungo un percorso accidentato e contraddittorio.  Ho imparato tardi a prescindere dall’altrui approvazione, ad andare avanti per la mia strada; a volte mi capita di cascare di nuovo nel gioco cruento del giudizio e del confronto. E però penso di avere assecondato la mia natura, anche se un po’ balzana. E comunque ora, al di là di ogni ragionevole considerazione, quello che m’importa davvero è altro, finalmente l’ho capito (sarà grazie all’età!). L’importante ora per me è vivere, sentirmi viva; stare nella bellezza della natura, circondarmi di persone care ma anche di silenzio, apprezzare il confronto e la solitudine. E oggi mi concedo qualche riga per gridare in rete questo: una delle cose più belle che ho avuto è il tempo con te. Un tempo breve, rotondo, una linea curva partita da lontano che ci ha abbracciato di sorpresa. Un cerchio aperto. Incompiuto, imperfetto. Un giardino senza recinzione. Come quello in cui guardandomi negli occhi in un giorno di primavera hai detto: “Qui siamo stati quasi felici”.

WP_20170411_003

Annunci

Sull’Albero, ancora

Il Cosmo è simboleggiato da un albero; la divinità si manifesta dendromorfa; la fecondità, l’opulenza, la fortuna, la salute – o a uno stadio più elevato l’immortalità, la giovinezza eterna – sono concentrate nelle erbe e negli alberi; la razza umana deriva da una specie vegetale; la vita umana si rifugia nelle specie vegetali quando è interrotta innanzi tempo con malizia; in breve tutto quel che “è”, tutto quanto è vivente e creatore, in uno stato di continua rigenerazione, si formula per simboli vegetali. Il Cosmo fu rappresentato in forma di Albero perché, come l’Albero, si rigenera periodicamente. La primavera è una resurrezione della vita universale e di conseguenza della vita umana. Con quest’atto cosmico tutte le forze della creazione ritrovano il loro vigore iniziale; la vita è integralmente ricostituita, tutto comincia di nuovo; in breve si ripete l’atto della creazione cosmica, perché ogni rigenerazione è una nuova nascita, un ritorno a quel tempo mitico in cui apparve per la prima volta la forma che si rigenera.

Mircea Eliade

  WP_20170306_002

Senza titolo

WP_20170414_001

Tra noi parole

petali e gridi in volo:

scelgo una carta.

 

Deviando raggi il mare

non partecipa al gioco.

Controcorrente

Palme,

festa recisa.

Di ieri

potatura.

Rami d’ulivo

in croce

sterpi al rogo.

Siamo efemere

mosche di maggio

sciame.

Gemito

fioritura

orgasmo in volo

schiusa.

Poi ovunque

o in nessun

luogo.

Via.

Salpata in sogno

-Senti?-

all’alba io ti sfioro

controcorrente.

Collage, 2017

Tronco.

5 aprile

Per te ogni fronda

foglia petalo frutto

per sempre aprile.

WP_20170403_001(Ascoltando April Fool di Patti Smith)

Navigazione articolo