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Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per la categoria “Dipinti”

Diciotto marzo

In questi giorni piovosi si accavallano attimi, li ascolto nella musica, provo a sventrarli e a dilatarli, a osservarli nella sequenza coreografica che sto cercando di montare insieme alle giovani allieve del corso di teatro-danza in cui insegno, in vista del saggio di fine anno. Ardua impresa. Impossibile rendere la molteplicità, le sfumature dei fuggevoli istanti di cui le nostre giornate si compongono. A volte questa consapevolezza si fa più acuta, quasi dolente. Viene la voglia di lasciar perdere ogni tentativo di trasposizione espressiva, disperatamente monca. Manchevole sempre la visione, l’aspirazione a un condiviso sentire.  Chissà se la parola -almeno a tratti- può farsi ponte tra gli uomini.

Stupore, rabbia

attimi sempre in guerra

ad ogni passo.

In quale direzione

camminiamo nel tempo?

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Geme ogni stelo:

cielo e terra in amore

nel temporale.

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Una poesia dallo spettacolo Dhvani

Spiffero di minuti.

Vorticoso,

il respiro reclama

indietro il tempo.

L’iride, alla partenza,

schiocca lesta

ma poi, come incantata,

sta nel vuoto.

Gambe di muschio e terra,

schiena a fuso,

la fronte liscia ora,

da bambina.

Muta nei solchi a lato,

ciglia ferme,

mobile il piede batte,

nella danza.

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Svagata

Svagata mi ritrovo

e smarrita nell’ieri:

mi aggiro tra speranze

ricordi, desideri .

Un tale evento celo

al mondo e a chi per esso

mi biasimo lo ammetto

per straniarmi sì spesso.

Vorrei stare in ascolto

di chi parla al presente

senza far dirottare

altrove la mia mente.

Eppure anche volendo

non sempre ciò mi riesce

quindi vi chiedo scusa

se muta sto da pesce.

Forse il perduto amore

conquistato ha ogni spazio

gli ho fatto largo apposta

per tacitar lo strazio.

Si tratta di momenti

per il resto ci sono

non v’offendete amici

e datemi il perdono.

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Una poesia di Franco Marcoaldi

Il vero Natale prevede

la presenza di un figlio

e una madre. Solo allora

la candela si accende,

il canto risuona, si affaccia

un sorriso e il figlio comprende

quanto lungo sia il tratto di vita

che la madre benigna gli apre.

 

Scomparsa la madre, sul Natale

ricade un alone di piombo –

la festa ha smarrito

il suo senso più vero, profondo.

(da Tutto qui di Franco Marcoaldi, Einaudi Editore)

 

Qua sotto, un acquerello di mia madre, Maria Dattoli.

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Now

Vedi quel buio

contro

chele e zampe

in mezzo a onde

di sabbia

a duna a duna?

Odi il frusciare

a notte

dei granelli

lo scorpione

che uccide

mentre ama?

Il silenzio

dei pesci

là ad oriente?

La risata

oceanica

a gabbiano?

Artico vento

mi s’incolla

addosso

pensieri spazza

e tutto attorno

ghiaccia

ma un solo

volto

non s’incrina:

il tuo.

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MUOVO LE DITA:
PENNELLANDO PER ORE
CELEBRO ISTANTI.

Melagrana spaccata

TI SENTO ACCANTO

MI SFERZA MA D’AMORE

IL TUO ALEGGIARE.

D’OTTOBRE IN TRASPARENZA

INTUISCO LA TRAMA.

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Macchio la carta:

è così che ritorno

un po’ bambina.

 

 

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In montagna

Un piccolo acquerello, un modo per esprimere la  gioia di stare di nuovo in mezzo ai monti. L’ho fatto in agosto, un agosto che sembra già molto lontano. La felicità di quest’estate è stata maggiore del previsto quando mi sono resa conto di poter di nuovo affrontare ripidi sentieri, quando pensavo di non poterlo più fare per un banale (e tuttavia increscioso e preoccupante) problema al ginocchio. Invece non è stato così, evviva evviva! Quindi ora mi sento di confermarlo con certezza: il piacere di camminare in montagna è per me un’inesauribile fonte di gioia. Stando lassù cambia la percezione delle cose; non solo i miei occhi si beano di tanta bellezza, ma ho l’impressione (o forse la presunzione) che l’intero creato mi parli e mi sussurri:  -Sei minuscola, è vero, ma pur sempre desiderata, attesa, unica.

Che fortuna avere ancora gambe e fiato! Grazie alle pietre, ai larici, all’artemisia, alle marmotte, alle volpi, agli stambecchi. Grazie ai ruscelli, ai pascoli alpini, al vento. A Paolo Cognetti che della vita tra i monti ha saputo cogliere e trasmettere l’essenza con il suo “Le otto montagne”, edito da Einaudi e (giustamente) premiato con lo Strega  2017.

Grazie a tutti i compagni delle alte vie.

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