adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per la categoria “Pittura botanica”

Elleboro

Stella di frutti

a febbraio sussurri:

– sarò il tuo fiore.

A invernali promesse

voglio credere ancora.

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Sulla strada

Psichedelico eri, sei, rimani

tutto il nostro stupore ho tra le mani

mani grandi? No, mani piccoline

che hanno giocato insieme, birichine.

La giovinezza stava nel presente

nella foto si nota -eddai!- non mente.

Il gran cerchio con te curvava bene

anche perché non c’erano catene.

Te ne sei andato presto amore caro

fingendo d’ignorar che il tempo è avaro.

Senza di te si sta come una foglia

-un poeta lo disse e dio non voglia

che ora s’adombri se lo tiro in ballo-

m’è la poesia compagna senza fallo.

Amore psichedelico ti chiamo

sognando California dal mio ramo:

San Francisco, San Diego, sulla strada

col tuo sorriso sempre, ovunque vada.

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Parole latitanti

Eccoci dunque alle soglie delle festività natalizie, come ogni anno. E come ogni anno ecco che ci aggiriamo in cerca di addobbi, regali, luci intermittenti. Lo facciamo quasi tutti, no? Ci  concediamo qualche lieve stordimento extra, i profumi, i gusti della tavola, le bollicine. Proviamo a sorridere, magari anche a essere generosi. Eppure giusto in questo periodo la mancanza di quelle e proprio quelle mani da stringere,  di quelle e proprio quelle spalle pronte ad accoglierci, si fa bruciante. Davanti alla morte c’è chi  usa dire: “ha lasciato il corpo”. Ma davvero il corpo è soltanto un involucro e l’anima è immortale? Il quesito fondamentale dell’esistenza rimane e rimarrà sempre aperto. Il dato di fatto è: io/noi siamo minuscoli. Altre parole oggi non me ne vengono. Mi pare di avere già scritto una serie di ovvietà. Non posso, dunque, che continuare a guardarmi attorno, gioire della bellezza accanto; ad osservare, ascoltare, condividere finché ci riesco. A cercare di accrescere la mia consapevolezza con un occhio di riguardo al pianeta e ai suoi abitanti. Non posso che accomodarmi alla bell’e meglio dentro la vita con i sensi all’erta, addentrandomi nelle forme, negli odori, nei suoni, nei colori. E nella loro stupefacente mutevolezza.

Il mio ultimo acquerello: “Psychedelic leaves”.

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Vi ninno foglie: / canto finché non siete / accartocciate.

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MUOVO LE DITA:
PENNELLANDO PER ORE
CELEBRO ISTANTI.

Melagrana spaccata

Callicarpa

Non so la parte mai

non so la parte

rinuncio al ruolo

sasso con il foro

pietra bucata

quasi mitragliata

pizzichi vuota

gola rinsecchita.

Con gran fatica

arranca ogni pensiero

neonato nero

sguardo celestiale.

Non so la parte io

mi tiro indietro

e frugo frugo

in cerca del copione

che mi è sottratto

perché già mutato

nelle battute

personaggi

trama.

Smarriti appunti

note d’intenzioni

al posto loro

dei romanzi fiume

che non potrò all’intero

recitare giacché sì

tutto son tenuta a dire

prima che il giorno

faccia colazione.

Amore invita a

stare per andare

non aspettare

non interpretare

muovo le mani

soffio sulla carta

sei tu a parlare

dolce callicarpa.

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(Callicarpa)

Vitis vinifera

Ipotesi errata:

quindi, non la wisteria

non il ginko.

D’ottobre il terzo

segreto giunse

comunque di martedì

come previsto.

 

Inspiro vermiglio

rosso della barbera

per la sfida a colori

là nell’orto quando

-inaspettata amata-

tu mi attiri

le venature ruoti

e agiti paillettes

lungo il picciuolo.

Vitis vinifera

dall’inebriante vita

come ho potuto

proprio te ignorare?

Fremere fai

pupille

papille gustative

qui ahah

qui ahahah

oh quanto ridere!

 

Qui

sulla linea che

da una sponda all’altra

curva traversa

tutto intero

il palmo.

In allegria stormisci

-frusc frusc –

e a stormire continui

-fatale distrazione-

nella molle caduta

sotto suole altrui.

 

Da laggiù

-frusc-

odo ancora

mille vite possiedi

(più di un gatto)

senza timore canti

di frammento

in frammento

all’infinito.

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