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Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per il tag “colore.”

Il mio ultimo lavoro: Parole Presenti

Cari tutti, se volete acquistare Parole Presenti, appena pubblicato per Le Mezzelane, lo trovate qui.

Sarò felice di avervi tra i lettori!

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http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php…

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Parole latitanti

Eccoci dunque alle soglie delle festività natalizie, come ogni anno. E come ogni anno ecco che ci aggiriamo in cerca di addobbi, regali, luci intermittenti. Lo facciamo quasi tutti, no? Ci  concediamo qualche lieve stordimento extra, i profumi, i gusti della tavola, le bollicine. Proviamo a sorridere, magari anche a essere generosi. Eppure giusto in questo periodo la mancanza di quelle e proprio quelle mani da stringere,  di quelle e proprio quelle spalle pronte ad accoglierci, si fa bruciante. Davanti alla morte c’è chi  usa dire: “ha lasciato il corpo”. Ma davvero il corpo è soltanto un involucro e l’anima è immortale? Il quesito fondamentale dell’esistenza rimane e rimarrà sempre aperto. Il dato di fatto è: io/noi siamo minuscoli. Altre parole oggi non me ne vengono. Mi pare di avere già scritto una serie di ovvietà. Non posso, dunque, che continuare a guardarmi attorno, gioire della bellezza accanto; ad osservare, ascoltare, condividere finché ci riesco. A cercare di accrescere la mia consapevolezza con un occhio di riguardo al pianeta e ai suoi abitanti. Non posso che accomodarmi alla bell’e meglio dentro la vita con i sensi all’erta, addentrandomi nelle forme, negli odori, nei suoni, nei colori. E nella loro stupefacente mutevolezza.

Il mio ultimo acquerello: “Psychedelic leaves”.

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Radici 2

Continuando la ricerca sulle e tra le radici, ecco qui un altro volo a bordo del mio sottoterrino. Facendomi lentamente strada, le scopro abitate da volti, sguardi, sorrisi. Gremite di eventi accaduti nella lontana infanzia e custoditi in gran segreto, come un inestimabile tesoro. In fondo a destra, avvoltolato, un potenziale io, ancora in divenire. Nell’insieme, un intorcinato rebelot, ereditato dalla famiglia (come tutti ben sappiamo, e come scriveva Ronald Laing, padre dell’anti-psichiatria, i legami sono anche catene).

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Senza

Per quale ragione, non sapeva.

Tutto appariva sbilenco, avvolto da una luce opaca.

C’erano solo domande, domande senza risposte.

Intorno aleggiava l’odore dell’erba bruciata. Non pioveva da mesi.

Alzò lo sguardo, vide un airone cinerino volare; non era la prima volta, lo aveva già notato il giorno prima.

In quel momento, avrebbe desiderato fondersi con le nuvole, soprattutto con quella che ormai aveva imparato a riconoscere, al di là di ogni sua imprevedibile mutevolezza.

C’erano lo spazio curvo, il tempo curvo, i buchi neri in cui ogni cosa precipitava, la materia oscura, le galassie. Chiamò a raccolta i pensieri e non ne trovò nemmeno uno, quindi scagliò lontano il pennello e lasciò colare sul foglio gli avanzi di colore. Ed ecco che subito un primo pensiero si presentò: la realtà non è come ci appare.

WP_20160915_001.jpg(acrilico su carta)

Vorrei

(Dialogando con Alessandra Celano, piovesulbugnato.wordpress.com)

 

Vorrei, io vorrei tanto saper dire

quello che in petto preme ma non esce

ché spesso muta resto come un pesce

e al mondo vo’ celando il mio sentire.

 

Vorrei tanto saper rompere un piatto

far volar giù gli arredi dal balcone

affrontare il litigio e la tenzone

evitare ogni logica d’accatto.

 

E invece sempre sono misurata

non lancio mai anatemi mai non grido

piuttosto intera ingoio una patata.

 

Quanto mi piacerebbe strabordare

al galoppo lanciare le emozioni

correrti incontro nuda a farmi amare.

 

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Acrilico su carta

 

Pensiero d’aprile

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Il fiore per caso

Eppure è bella, anima mia, la vita: non fosse che pei giorni in cui le foglie giocano a quale per la prima spunti sui rami; e tu le vedi, così tenere e trasparenti, che ti s’apron l’ali nel rimirarle. Come puoi del mondo tante cose sapere, e non sapere come fa la fogliuzza a tornar verde entro la scorza, ad affacciarsi, e tutta nova ridere al sol che la richiama? La strada lunga che t’importa, e l’essere strappata alla speranza che più cara ti fu, tradita da chi più fedele credesti, se goder sempre t’è dato di questa gioia? E tu la sai ben certa nel giusto tempo: ché non fu mai l’anno senza vicenda di stagioni, e mai fu senza fronda il giovinetto aprile. (Ada Negri)

 

E grazie a un dito/ dal cilindro del nulla/ oplà, ogni cosa.

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Sapone in bolle:

racchiusi arcobaleni

sassi di luna.

Poesia leghista

– …Di chi credi che sia?

…Di un santo?…Di Maria?

…Un miracolo è al via!

Tu, con stupore vero,

già guardavi sul cero

atterrare un sombrero.

Nella chiesa, buon Dio

in quel momento anch’io

tremai ma a modo mio.

– Cara, per me è il segnale

di un evento epocale

di portata mondiale!

– Se pensi così scappo

mi sbanda questo fatto

il sombrero è uno smacco.

– Ho pregato con fede

perché cambiasse il vento

e tu vuoi alzare il piede? 

– Vento nostrano invero

di certo non straniero.

Alla larga, sombrero!

Sdegnata, montai in sella.

Va in fretta allontanato

ogni finto alleato.

Oh destriero italiano

se mancherà la biada

niente tacos ma piada.

Acquerello su carta

Acquerello su carta

Figli d’anguria

LI SPUTO IN MARE:

DAI SEMI DELL’ANGURIA

NASCONO I PESCI.

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