adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per il tag “colori”

Una poesia dallo spettacolo Dhvani

Spiffero di minuti.

Vorticoso,

il respiro reclama

indietro il tempo.

L’iride, alla partenza,

schiocca lesta

ma poi, come incantata,

sta nel vuoto.

Gambe di muschio e terra,

schiena a fuso,

la fronte liscia ora,

da bambina.

Muta nei solchi a lato,

ciglia ferme,

mobile il piede batte,

nella danza.

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TI SENTO ACCANTO

MI SFERZA MA D’AMORE

IL TUO ALEGGIARE.

D’OTTOBRE IN TRASPARENZA

INTUISCO LA TRAMA.

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Macchio la carta:

è così che ritorno

un po’ bambina.

 

 

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Larici

Ho riavuto

occhi da bambina

-sguardo che brilla-

ma non la tua

e tua soltanto

voce.

Accento

da gomma americana

mano farfalla.

A quattro zampe

avvisto

bruscoli di passato

come un vecchio

lattante.

I sensi s’allertano

-hai ragione-

lungo la cresta.

Ascolto gruppi rock

degli anni andati

e dell’imprevedibile

piango.

Ti so fermo o

meglio ti sospetto

-forse-

fermo davvero

stato che a te

non appartiene.

Ti offro dunque

da oggi

e per ogni autunno

-aderisci al patto-

il mio tremulo

trampolino di ciglia.

Ti spingerò nell’aria

battito dopo battito

di poco eppure

-fidati-

con determinazione

verso l’ocra

dei larici.

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Qualcosa (Einiges, di W. Kandinsky)

Un pesce si immergeva sempre più in profondità nell’acqua. Era argenteo. L’acqua era turchina. Lo seguivo con lo sguardo. Il pesce andava sempre più giù. Però lo vedevo ancora. Non lo vedevo più. Lo vedevo ancora quando non potevo più vederlo.

Eppure, eppure vedevo il pesce. Eppure, eppure lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo.

Un cavallo bianco stava eretto immobile sulle lunghe gambe. Il cielo era azzurro. Le gambe erano lunghe. Il cavallo era immobile. La criniera pendeva verso il basso e non si muoveva. Il cavallo stava eretto immobile sulle lunghe gambe. Eppure era vivo. Nessuna vibrazione dei muscoli, nessun fremito della pelle. Era vivo.

Eppure, eppure. Era vivo.

Nell’ampio prato spuntò un fiore. Il fiore era azzurro. Era solo un fiore nell’ampio prato.

Eppure, eppure, eppure. C’era.

Wassily Kandinsky

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Winds of May: una poesia di James Joyce

Winds of May, that dance on the sea,
Dancing a ring-around in glee
From furrow to furrow, while overhead
The foam flies up to be garlanded,
In silvery arches spanning the air,
Saw you my true love anywhere?
Welladay! Welladay!
For the winds of May!
Love is unhappy when love is away!

Brezze di maggio, danzanti sul mare,
Via che danzate di solco in solco
il girotondo esultante, mentre in alto
vola la spuma a farsi ghirlanda
d’argentei archi gettati sull’aria,
vedete l’amor mio da qualche parte?
Ahimè! Ahi!
Brezze di maggio!
Amore è misero se il suo amore è assente!

(da Chamber Music, 1907)

 

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Iris, acquerello

Sostituzione

Ti hanno divelto-

più non vibra lo spazio

tra casa e casa.

 

Sul tuo ceppo hanno scritto:

verrà sostituito.

WP_20170306_001.jpg(Acrilico)

Tradimenti

acrilico-giallo

Torna

Rancore,

Astio.

Dico:

Innamorarsi

Mai.

Evita.

Negati.

Tramonti

Ignora.

Agrumi

Oggi consegno al blog un cesto di agrumi di Sicilia: cedro e limoni.

E’ un periodo in cui non trovo le parole (o forse non voglio trovarle), così mi affido alle setole del pennello, all’acqua. Sposto i colori, sposto i pensieri.

Mi auguro comunque che tornino a farmi visita, prima o poi, il desiderio, la forza, la determinazione per ricominciare a scrivere, anche fosse per me e basta, o per un solo lettore.

Buon fine settimana a chi passa da qui!

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Quasi Natale

Mi sono messa pazientemente in coda, davanti all’ingresso di Palazzo Marino. Di mattino forse c’è una minore affluenza, infatti non ho dovuto attendere così a lungo. Prima dell’opera pittorica, una solenne introduzione musicale. E all’improvviso, eccola lì, a illuminare il buio. Proprio lei, sì, lei dall’ovale perfetto: la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca, che il Comune ha voluto quest’anno offrire in visione, durante il periodo natalizio, a chi abita in questa città o a chi ci passa. Ho provato una strana sensazione, un misto d’incredulità e d’indicibile contentezza. A starmi accanto c’eri tu, che mi hai insegnato ad amare questo artista. Insomma, è accaduto: ci siamo ritrovati sotto il manto, emozionati come al nostro primo appuntamento.

Grazie dello splendido regalo, Milano.

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