adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per il tag “Diario”

Geme ogni stelo:

cielo e terra in amore

nel temporale.

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La Biblioteca degli Alberi

Annuncio oggi che tra i #PercorsiPoetici del nascente parco La Biblioteca degli Alberi, a Porta Nuova (Milano) comparirà (incisa su lamiera e applicata su base in calcestruzzo) una mia breve poesia: un haiku. Al concorso PercorsiPoetici hanno partecipato più di 500 componimenti e ne sono stati selezionati 20.

Felice di sapere che a breve questa mia frase farà compagnia a chi cammina tra gli alberi.

Quando fiorisci/ la terra s’innamora/ pianta di tiglio.

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Altrove

Io appartengo alla musica orientale

alle liane intrecciate sopra l’acqua

a finestre barrate per le scimmie

a occhi neri nel buio lampeggianti.

Dalle genti sull’Arno non discendo

né da chi sopra gli acini pigiava.

Già una nota di ottone mi sospinge

nei territori a est, oltre il confine.

Mi ritrovo a danzare sulle sponde

del Milijacka, sui ponti a Sarajevo.

A infiorare i capelli con le rose

a ruotare la gonna variopinta.

La voce a modulare come un’onda

annusando l’odore delle spezie

a seguire le spire dell’incenso

a invocare la pioggia sui banani.

Mi sottrasse alla fame un dio pietoso

e a sanguinose guerre fratricide.

Ringrazio oggi chi di me ebbe cura

ma sono altrove quando il fiato suona.

Altrove canto.

Altrove, altrove, altrove.

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Dhvani/ Risonanze

Un brevissimo stralcio tratto da DHVANI, spettacolo di Bharata Natyam (danza classica indiana del sud) e parole, con Daria Mascotto (danzatrice) e Adriana Libretti (testi e voce narrante) replicato ieri. Il pubblico presente in sala, attento e partecipe, ha dimostrato di avere molto apprezzato e noi ne siamo state felici. Grazie a chi è venuto a vederci!

“D’acqua era coperta tutta la terra” – è scritto sulla Genesi.

La fonte del Paradiso Terrestre irrigava tutto l’universo… e poi le acque del Mar Rosso, quelle del Giordano, Mosè che fa scaturire le acque dalla sabbia del deserto….

Mia nonna raccontava che sua madre conservava in casa una quantità spropositata di ampolle di acqua benedetta…

Si, però da sole non bastano, le acque. Ci vuole la terra, ci vuole l’aria. E per trasmettere passioni ci vuole calore, per generare ci vuole slancio. L’ardore viene prima di ogni pensiero.

20180128_121845(Nella foto, Daria Mascotto)

Sulla strada

Psichedelico eri, sei, rimani

tutto il nostro stupore ho tra le mani

mani grandi? No, mani piccoline

che hanno giocato insieme, birichine.

La giovinezza stava nel presente

nella foto si nota -eddai!- non mente.

Il gran cerchio con te curvava bene

anche perché non c’erano catene.

Te ne sei andato presto amore caro

fingendo d’ignorar che il tempo è avaro.

Senza di te si sta come una foglia

-un poeta lo disse e dio non voglia

che ora s’adombri se lo tiro in ballo-

m’è la poesia compagna senza fallo.

Amore psichedelico ti chiamo

sognando California dal mio ramo:

San Francisco, San Diego, sulla strada

col tuo sorriso sempre, ovunque vada.

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Svagata

Svagata mi ritrovo

e smarrita nell’ieri:

mi aggiro tra speranze

ricordi, desideri .

Un tale evento celo

al mondo e a chi per esso

mi biasimo lo ammetto

per straniarmi sì spesso.

Vorrei stare in ascolto

di chi parla al presente

senza far dirottare

altrove la mia mente.

Eppure anche volendo

non sempre ciò mi riesce

quindi vi chiedo scusa

se muta sto da pesce.

Forse il perduto amore

conquistato ha ogni spazio

gli ho fatto largo apposta

per tacitar lo strazio.

Si tratta di momenti

per il resto ci sono

non v’offendete amici

e datemi il perdono.

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Da “Corpo celeste” di Anna Maria Ortese

“C’è un mondo vecchio, fondato sullo sfruttamento della natura madre, sul disordine della natura umana, sulla certezza che di sacro non vi sia nulla. Io rispondo che tutto è divino e intoccabile: e più sacri di ogni cosa sono le sorgenti, le nubi, i boschi e i loro piccoli abitanti. E l’uomo non può trasformare questo splendore in scatolame e merce, ma deve vivere e essere felice con altri sistemi, d’intelligenza e di pace, accanto a queste forze celesti. (…) Amate e difendete il libero respiro di ogni paese, e di ogni vita vivente. (…) E’ tutto, il respiro. E’ Dio stesso; ed è la cultura quando non fine a sé stessa; quando, d’un tratto, – voi non lo sapevate che era anche questo -, solleva e trasporta i popoli, come fa a volte, con le confuse onde del mare, un gran vento celeste.”

(Da Corpo Celeste, di A.M.Ortese, Adelphi Edizioni, pp. 52, 54).

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Una poesia di Franco Marcoaldi

Il vero Natale prevede

la presenza di un figlio

e una madre. Solo allora

la candela si accende,

il canto risuona, si affaccia

un sorriso e il figlio comprende

quanto lungo sia il tratto di vita

che la madre benigna gli apre.

 

Scomparsa la madre, sul Natale

ricade un alone di piombo –

la festa ha smarrito

il suo senso più vero, profondo.

(da Tutto qui di Franco Marcoaldi, Einaudi Editore)

 

Qua sotto, un acquerello di mia madre, Maria Dattoli.

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Parole latitanti

Eccoci dunque alle soglie delle festività natalizie, come ogni anno. E come ogni anno ecco che ci aggiriamo in cerca di addobbi, regali, luci intermittenti. Lo facciamo quasi tutti, no? Ci  concediamo qualche lieve stordimento extra, i profumi, i gusti della tavola, le bollicine. Proviamo a sorridere, magari anche a essere generosi. Eppure giusto in questo periodo la mancanza di quelle e proprio quelle mani da stringere,  di quelle e proprio quelle spalle pronte ad accoglierci, si fa bruciante. Davanti alla morte c’è chi  usa dire: “ha lasciato il corpo”. Ma davvero il corpo è soltanto un involucro e l’anima è immortale? Il quesito fondamentale dell’esistenza rimane e rimarrà sempre aperto. Il dato di fatto è: io/noi siamo minuscoli. Altre parole oggi non me ne vengono. Mi pare di avere già scritto una serie di ovvietà. Non posso, dunque, che continuare a guardarmi attorno, gioire della bellezza accanto; ad osservare, ascoltare, condividere finché ci riesco. A cercare di accrescere la mia consapevolezza con un occhio di riguardo al pianeta e ai suoi abitanti. Non posso che accomodarmi alla bell’e meglio dentro la vita con i sensi all’erta, addentrandomi nelle forme, negli odori, nei suoni, nei colori. E nella loro stupefacente mutevolezza.

Il mio ultimo acquerello: “Psychedelic leaves”.

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TRA VENATURE / TI SCORGO IN TRASPARENZA / QUASI NATALE.

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