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Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per il tag “Diario”

Dopo ieri

Dunque, forse ho sbagliato. Ho creato un blog in cui non scrivo del mio lavoro, al di fuori di qualche vago accenno. Negli archivi chi legge troverà solo esigue tracce di teatro; non menziono il doppiaggio o i dialoghi delle serie Tv a cui dedico gran parte del tempo.  Non ho mai citato le persone (celebri, loro sì, e generose, quindi colgo l’occasione per farlo: Lella Costa, Dacia Maraini, Angela Finocchiaro, Cesare De Marchi) che mi hanno accompagnato lungo un percorso accidentato e contraddittorio.  Ho imparato tardi a prescindere dall’altrui approvazione, ad andare avanti per la mia strada; a volte mi capita di cascare di nuovo nel gioco cruento del giudizio e del confronto. E però penso di avere assecondato la mia natura, anche se un po’ balzana. E comunque ora, al di là di ogni ragionevole considerazione, quello che m’importa davvero è altro, finalmente l’ho capito (sarà grazie all’età!). L’importante ora per me è vivere, sentirmi viva; stare nella bellezza della natura, circondarmi di persone care ma anche di silenzio, apprezzare il confronto e la solitudine. E oggi mi concedo qualche riga per gridare in rete questo: una delle cose più belle che ho avuto è il tempo con te. Un tempo breve, rotondo, una linea curva partita da lontano che ci ha abbracciato di sorpresa. Un cerchio aperto. Incompiuto, imperfetto. Un giardino senza recinzione. Come quello in cui guardandomi negli occhi in un giorno di primavera hai detto: “Qui siamo stati quasi felici”.

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Senza titolo

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Tra noi parole

petali e gridi in volo:

scelgo una carta.

 

Deviando raggi il mare

non partecipa al gioco.

Controcorrente

Palme,

festa recisa.

Di ieri

potatura.

Rami d’ulivo

in croce

sterpi al rogo.

Siamo efemere

mosche di maggio

sciame.

Gemito

fioritura

orgasmo in volo

schiusa.

Poi ovunque

o in nessun

luogo.

Via.

Salpata in sogno

-Senti?-

all’alba io ti sfioro

controcorrente.

Collage, 2017

Tronco.

5 aprile

Per te ogni fronda

foglia petalo frutto

per sempre aprile.

WP_20170403_001(Ascoltando April Fool di Patti Smith)

Radici 2

Continuando la ricerca sulle e tra le radici, ecco qui un altro volo a bordo del mio sottoterrino. Facendomi lentamente strada, le scopro abitate da volti, sguardi, sorrisi. Gremite di eventi accaduti nella lontana infanzia e custoditi in gran segreto, come un inestimabile tesoro. In fondo a destra, avvoltolato, un potenziale io, ancora in divenire. Nell’insieme, un intorcinato rebelot, ereditato dalla famiglia (come tutti ben sappiamo, e come scriveva Ronald Laing, padre dell’anti-psichiatria, i legami sono anche catene).

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Meditazione dell’albero

Se cresciuto è

il mio albero

non garantisco

né peraltro

ho vaghezza.

Nel mio

cerco il suo tronco

la cui sfaldatura

invita al graffio.

Vieta

– per il mio bene –

la mostra di Manet

radicali impressioni

baci francesi.

Vestito in carta

è come oggi

m’appare:

delicato alberino

scompaginato

amore.

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Sostituzione

Ti hanno divelto-

più non vibra lo spazio

tra casa e casa.

 

Sul tuo ceppo hanno scritto:

verrà sostituito.

WP_20170306_001.jpg(Acrilico)

Agrumi

Oggi consegno al blog un cesto di agrumi di Sicilia: cedro e limoni.

E’ un periodo in cui non trovo le parole (o forse non voglio trovarle), così mi affido alle setole del pennello, all’acqua. Sposto i colori, sposto i pensieri.

Mi auguro comunque che tornino a farmi visita, prima o poi, il desiderio, la forza, la determinazione per ricominciare a scrivere, anche fosse per me e basta, o per un solo lettore.

Buon fine settimana a chi passa da qui!

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Evaporazione di un sogno

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Quasi Natale

Mi sono messa pazientemente in coda, davanti all’ingresso di Palazzo Marino. Di mattino forse c’è una minore affluenza, infatti non ho dovuto attendere così a lungo. Prima dell’opera pittorica, una solenne introduzione musicale. E all’improvviso, eccola lì, a illuminare il buio. Proprio lei, sì, lei dall’ovale perfetto: la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca, che il Comune ha voluto quest’anno offrire in visione, durante il periodo natalizio, a chi abita in questa città o a chi ci passa. Ho provato una strana sensazione, un misto d’incredulità e d’indicibile contentezza. A starmi accanto c’eri tu, che mi hai insegnato ad amare questo artista. Insomma, è accaduto: ci siamo ritrovati sotto il manto, emozionati come al nostro primo appuntamento.

Grazie dello splendido regalo, Milano.

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