adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per il tag “primavera”

Parole Presenti

Non vedevo l’ora di dare questo annuncio, e finalmente il momento è arrivato.

Sto parlando della pubblicazione, per Le Mezzelane, del mio ultimo lavoro: Parole Presenti.

Spero di avervi tra i lettori.

 

P.S.

Purtroppo, a causa di un imprevisto, c’è stato un piccolo slittamento in avanti nelle date  di pubblicazione.

Vi darò maggiori ragguagli la settimana prossima!

Buon fine settimana.

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26 marzo

Bruno l’insetto:

lungo il balcone ronza

la primavera.

Odoro nel mio piatto

l’insalata di viole.

Buona Pasqua a tutti!

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Passaggi di stato

Imperscrutabile

la volontà di pioggia

come di pianto

che ha perduto

il sale.

Ineludibile

il messaggio del sogno

rivelatore

di quello che è

il reale.

Sotto ghiaccio

mi metto

o perdo forma

mentre archivio

domande

mai evase.

Pedante

-mi si dirà-

di cuore avara.

Eppure c’è

un eringio

sotto sterno

che gonfia, preme,

tenta di affiorare,

un profluvio di alghe

senza nome,

specie bastarde

prive di menzione.

E nel caos

di quel verde

da fiumana

qualche grumolo

scorre:

in filigrana.

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La Biblioteca degli Alberi

Annuncio oggi che tra i #PercorsiPoetici del nascente parco La Biblioteca degli Alberi, a Porta Nuova (Milano) comparirà (incisa su lamiera e applicata su base in calcestruzzo) una mia breve poesia: un haiku. Al concorso PercorsiPoetici hanno partecipato più di 500 componimenti e ne sono stati selezionati 20.

Felice di sapere che a breve questa mia frase farà compagnia a chi cammina tra gli alberi.

Quando fiorisci/ la terra s’innamora/ pianta di tiglio.

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Winds of May: una poesia di James Joyce

Winds of May, that dance on the sea,
Dancing a ring-around in glee
From furrow to furrow, while overhead
The foam flies up to be garlanded,
In silvery arches spanning the air,
Saw you my true love anywhere?
Welladay! Welladay!
For the winds of May!
Love is unhappy when love is away!

Brezze di maggio, danzanti sul mare,
Via che danzate di solco in solco
il girotondo esultante, mentre in alto
vola la spuma a farsi ghirlanda
d’argentei archi gettati sull’aria,
vedete l’amor mio da qualche parte?
Ahimè! Ahi!
Brezze di maggio!
Amore è misero se il suo amore è assente!

(da Chamber Music, 1907)

 

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Iris, acquerello

5 aprile

Per te ogni fronda

foglia petalo frutto

per sempre aprile.

WP_20170403_001(Ascoltando April Fool di Patti Smith)

So margherite/ che sono di passaggio/ sta a voi tornare.

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Ogni caso

Poteva accadere.

Doveva accadere.

E’ accaduto prima. Dopo.

Più vicino. Più lontano.

E’ accaduto non a te.

 

Ti sei salvato perché eri il primo.

Ti sei salvato perché eri l’ultimo.

Perché da solo. Perché la gente.

Perché a sinistra. Perché a destra.

Perché cadeva la pioggia. Perché cadeva un’ombra.

Perché splendeva il sole.

 

Per fortuna là c’era un bosco.

Per fortuna non c’erano alberi.

Per fortuna c’era una rotaia, un gancio, una trave , un freno,

un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.

Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.

 

In seguito a, poiché, eppure, malgrado.

Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,

a un passo, a un pelo

da una coincidenza.

 

Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?

La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?

Non c’è fine al mio stupore, al mio tacere.

Ascolta

come mi batte forte il tuo cuore.

                       Wislawa Szymborska (Da “Ogni caso”, 1972)

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Glicine e finestra

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La mia finestra vibra

a ogni folata.

Schiaccia l’aria i boccioli

contro il vetro, chiama

a ruotare sui cardini.

Ma lei fa la ritrosa

o forse teme

l’irruenza del glicine.

S’apre un istante, cigola

torna dove stava

su di sé riflette.

Quindi rimane chiusa

a trasparire, stordita

dall’acuto profumo.

 

Pensiero d’aprile

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Il fiore per caso

Eppure è bella, anima mia, la vita: non fosse che pei giorni in cui le foglie giocano a quale per la prima spunti sui rami; e tu le vedi, così tenere e trasparenti, che ti s’apron l’ali nel rimirarle. Come puoi del mondo tante cose sapere, e non sapere come fa la fogliuzza a tornar verde entro la scorza, ad affacciarsi, e tutta nova ridere al sol che la richiama? La strada lunga che t’importa, e l’essere strappata alla speranza che più cara ti fu, tradita da chi più fedele credesti, se goder sempre t’è dato di questa gioia? E tu la sai ben certa nel giusto tempo: ché non fu mai l’anno senza vicenda di stagioni, e mai fu senza fronda il giovinetto aprile. (Ada Negri)

 

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