adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per il tag “stupore”

Sulla strada

Psichedelico eri, sei, rimani

tutto il nostro stupore ho tra le mani

mani grandi? No, mani piccoline

che hanno giocato insieme, birichine.

La giovinezza stava nel presente

nella foto si nota -eddai!- non mente.

Il gran cerchio con te curvava bene

anche perché non c’erano catene.

Te ne sei andato presto amore caro

fingendo d’ignorar che il tempo è avaro.

Senza di te si sta come una foglia

-un poeta lo disse e dio non voglia

che ora s’adombri se lo tiro in ballo-

m’è la poesia compagna senza fallo.

Amore psichedelico ti chiamo

sognando California dal mio ramo:

San Francisco, San Diego, sulla strada

col tuo sorriso sempre, ovunque vada.

20171204_114658

Annunci

Da “Corpo celeste” di Anna Maria Ortese

“C’è un mondo vecchio, fondato sullo sfruttamento della natura madre, sul disordine della natura umana, sulla certezza che di sacro non vi sia nulla. Io rispondo che tutto è divino e intoccabile: e più sacri di ogni cosa sono le sorgenti, le nubi, i boschi e i loro piccoli abitanti. E l’uomo non può trasformare questo splendore in scatolame e merce, ma deve vivere e essere felice con altri sistemi, d’intelligenza e di pace, accanto a queste forze celesti. (…) Amate e difendete il libero respiro di ogni paese, e di ogni vita vivente. (…) E’ tutto, il respiro. E’ Dio stesso; ed è la cultura quando non fine a sé stessa; quando, d’un tratto, – voi non lo sapevate che era anche questo -, solleva e trasporta i popoli, come fa a volte, con le confuse onde del mare, un gran vento celeste.”

(Da Corpo Celeste, di A.M.Ortese, Adelphi Edizioni, pp. 52, 54).

20171229_202442

TRA VENATURE / TI SCORGO IN TRASPARENZA / QUASI NATALE.

20171115_190143

I tre segreti

La motocicletta strimpella

così la vecchia poesia

iniziava

facendomi di

grida

esultare.

Morning is broken

sul letto sfatto

terreno

campo non avverso

gioco di parole

bastimento.

Poi stamattina

tu

motocicletta

10 HP

eccolo il primo

segreto di ottobre

che strimpella

la mia strada

vuota.

E all’Orangerie

tu

là nel mezzo

come un mezzo

matto

a sorridere

e fiori d’acqua

e intermittenze

luminose

-click click-

sul monitor.

Che sole da spavento

madonna

per la stagione

-dico-

benché non come

quello incendiario

che conosci bene

delle grasse

otarie.

E’ sole da castagne

matte come noi

questo

sole d’acqua dolce

che adagio adagio

viene su

dal ramo

di quel lago.

Pozzo da mentimento

cerchio

da meditazione

sterrata strada da

ricondurre credo

-oh se ci credo-

ormai al secondo

-nostro-

segreto dell’ottobre.

Resti per

martedì

terzo segreto.

D’orto e di foglia

già ti aspetto

già ti sospetto

-anzi-

di wisteria

e ginko.

IMG-20171011-WA0002

Nebbia

Taglio le nubi:

a voce piena chiamo

già bianca in volto.

Grazie lucente corvo

che mi hai detto la strada.

WP_20170810_001

Niente più foglie:

caddero per stupore

di tanto azzurro?

WP_20170621_007

Qualcosa (Einiges, di W. Kandinsky)

Un pesce si immergeva sempre più in profondità nell’acqua. Era argenteo. L’acqua era turchina. Lo seguivo con lo sguardo. Il pesce andava sempre più giù. Però lo vedevo ancora. Non lo vedevo più. Lo vedevo ancora quando non potevo più vederlo.

Eppure, eppure vedevo il pesce. Eppure, eppure lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo. Lo vedevo.

Un cavallo bianco stava eretto immobile sulle lunghe gambe. Il cielo era azzurro. Le gambe erano lunghe. Il cavallo era immobile. La criniera pendeva verso il basso e non si muoveva. Il cavallo stava eretto immobile sulle lunghe gambe. Eppure era vivo. Nessuna vibrazione dei muscoli, nessun fremito della pelle. Era vivo.

Eppure, eppure. Era vivo.

Nell’ampio prato spuntò un fiore. Il fiore era azzurro. Era solo un fiore nell’ampio prato.

Eppure, eppure, eppure. C’era.

Wassily Kandinsky

WP_20170714_006

Tra terra e cielo

Hanno messo le scarpe

i miei pensieri.

Non alati

calpestano

l’asfalto.

Se però guardo in basso

allora vedo

che mi ballano i piedi

nelle sneakers.

Calzature da fiaba

le tue scarpe:

dove trasuda

largo

il desiderio.

Da qui

lungo i polpacci

sale

sale

fino al segreto occhio

in mezzo ai due.

Sta -la voglia di te-

tra terra

e cielo.

acrilico

Tre foglie lustre / e un pezzo di piastrella:/ doni di strada.

WP_20170109_001.jpg

aria-liquida

STRACCIO SU VETRO: / TRA LE DITA MI RESTA / CIELO CAGLIATO.

Navigazione articolo