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Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per la categoria “Fotografie”

Privilegi

Questo weekend ho avuto il privilegio di dipingere davanti al mare. E però ho dipinto le montagne: la vita è strana. Ecco il tramonto che ho veduto, meraviglioso. E il mio paesaggio con inchiostro di china, (un po’) alla maniera della pittura cinese.

Buona settimana.

 

 

 

 

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Mio desiderio

Mio desiderio ormai disincarnato

bianca d’organza fino a te mi spingo

senza provata prova senza un bacio

m’inoltro dal tramonto nella notte

arriccio arroto tento vicinanze

che il vago sole fa apparire estinte.

Ascolto frasi di teatrali testi

che recito da sola, contro i sassi

volto le spalle a onde già placate

alle passioni mai dimenticate.

Urlo: -Mi senti? Grido: -Dove sei?

A ricordarmi la tua propensione

arriva il sogno, l’appannare sfuma

vado lungo la spiaggia, la spianata

cammino sola mentre ti allontani

comprendo in quale angolo di cielo

t’ho perso e il modo in cui poi l’ho negato.

Una per volta allineo le parole

in direzione di chi lascia e tira

perenne ostaggio dell’indecisione.

S’è fatto tardi ormai per arretrare

ho sillabe smembrate da riunire

da decifrare il tuo appartato stare

e accogliere dal mare le radici

fino a che ancora torni, ancora dici.

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Distrazione

Alla bottega etnica

-l’appuntamento era qui, non l’ho mancato.

Tra manghi, scacciaspiriti, conchiglie,

devo essere finita chissà dove

-chiedo venia-

del resto non so come

avrei potuto evitarlo.

Certo, non ascoltavo

al decollo mi scollo

son difetta.

Flauto di sandalo

semi di apritisesamo

curcumamento.

Parlami, avanti,

non restare

ammusato.

Il pensiero viaggia

-grazie al cielo-

mancanza però avverto

del confine tra 

le tue braccia.

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Tre haiku augurali

In te confido/ colore della sera/ blu d’oltremare.

Grani di sale:/ è acqua ora la neve / -trasformazione.

Acero spoglio/ passero, cincia, merlo: / un anno in volo.

 

Buon 2019 ai miei cari lettori.

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Stagioni

Stanza sul fiume

memoria d’acqua dolce

verde spirale.

Come distano i luoghi

della spensieratezza.

Jabot sulla camicia

giravolta sbuffata

sedia, poesia applaudita.

Preferisco ascoltare 

ora, qui nella neve.

Provo a simpatizzare

col più freddo dei giorni.

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Magia

Nel disarmarmi

io percepisco

in grembo

ogni bellezza

all’abbraccio mi

arrendo

allargo il petto:

è di pane l’addome

vino il sangue.

Disconosco

l’ordigno travestito

la parola violata

l’arroganza.

Nell’accostarmi a te

trasmuta il mondo

il buio tra

le braccia è

tutto luce, m’infiora

la magia

del tuo sorriso.

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Al nascituro

Verrai d’autunno

mentre il frassino inizia

a farsi d’oro.

 

Dalla luna avrai in dono

mussola novembrina.

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Sarabanda

Il mio freak nudo

è nella scatola

l’ho trovato oggi

per caso.

Lo cercavo da anni

nelle soffitte

delle vecchie case

nelle cantine dove

mi capitava di

ascoltare

applaudire 

musicisti in erba.

L’ho scoperto in settembre

una domenica.

Se ne stava in un angolo

remoto

credo perché

invecchiato

non conoscibile

a incontrarlo

per strada.

Era meraviglioso

visto così

a sfioro di saliva

in quella sarabanda

di concerti.

Poi, son venute

bacche color 

di curcuma

carminio

e i tempi di 

raccolta  

potatura

prima del  gelo.

Ora che so

che è là

mi sento un po’

acquietata

felice forse

più rasserenata.

Se lo desidero

un domani

posso aprire la scatola

guardarlo 

immaginare di

averlo di

toccarlo  

spoglio

maestoso

nudo

fino dentro

gli occhi.

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haiku per 4 stagioni

Nell’aria osservo/ la linea del mio fiato/ otto febbraio.

 

Intorno, il mare:/ nella tua rete ondeggio/ da marzo a maggio.

 

Sulla montagna/ arranca la capretta:/ pascolo estivo.

 

Spengo il cerino: / il crepuscolo dice/ che è quasi autunno.

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Sentiero del sei

Lungo e tortuoso

il sentiero del sei.

Testa, cuscino

-telecomando in mano-

subito parto per un

viaggio all’indietro.

Vedo cappotti voltati

rivoltati, lacci

consunti, coperte

da schiantare la

gabbia toracica.

E poi veloci

-che dico-

vorticosi

disegni psichedelici

musica dei Matching Mole

quando la questione era

pensa a come sarai, anziché

pensa

a come cazzo sei diventata.

Pirandello docet

e nel sogno

-sogno dal vivo-

il copione è sempre

dimenticato, l’autore

dileguato.

Sequenze, piazze

ma di colpo

-fermo immagine-

volti case automobili

perfino la messinpiega

dell’annunciatrice, la gonna

a sbuffo, il guanto traforato

ecco ricado nella

storia vecchia

odorosa di

quadrotti alla canfora

tastata nei cassetti

nei bauli di larice

in colletti di ricambio duri

come quelli dei preti

in spaghetti fumanti

al ragù nero in dita

bianche d’impasto

in palle di giornale

da farci fiamme

in fogli di carta spessa e

lustra da

non riuscire neanche

a pulircisi il culo.

Dove trovarvi adesso

per chiedere consiglio

insultarvi piangere

stringervi

gente dell’anteguerra

esperti di stenti

e di allegria

bevitori di

caffè alla cicoria

danzatori di boogie

musicisti pazzi

dello swing.

Io cerco voi

voi tutti, sempre

e per sempre

grondanti vita.

 

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