adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per la categoria “Fotografie”

Al nascituro

Verrai d’autunno

mentre il frassino inizia

a farsi d’oro.

 

Dalla luna avrai in dono

mussola novembrina.

IMG-20180930-WA0006

Annunci

Sarabanda

Il mio freak nudo

è nella scatola

l’ho trovato oggi

per caso.

Lo cercavo da anni

nelle soffitte

delle vecchie case

nelle cantine dove

mi capitava di

ascoltare

applaudire 

musicisti in erba.

L’ho scoperto in settembre

una domenica.

Se ne stava in un angolo

remoto

credo perché

invecchiato

non conoscibile

a incontrarlo

per strada.

Era meraviglioso

visto così

a sfioro di saliva

in quella sarabanda

di concerti.

Poi, son venute

bacche color 

di curcuma

carminio

e i tempi di 

raccolta  

potatura

prima del  gelo.

Ora che so

che è là

mi sento un po’

acquietata

felice forse

più rasserenata.

Se lo desidero

un domani

posso aprire la scatola

guardarlo 

immaginare di

averlo di

toccarlo  

spoglio

maestoso

nudo

fino dentro

gli occhi.

20180828_112333

haiku per 4 stagioni

Nell’aria osservo/ la linea del mio fiato/ otto febbraio.

 

Intorno, il mare:/ nella tua rete ondeggio/ da marzo a maggio.

 

Sulla montagna/ arranca la capretta:/ pascolo estivo.

 

Spengo il cerino: / il crepuscolo dice/ che è quasi autunno.

20180805_163429

 

 

Sentiero del sei

Lungo e tortuoso

il sentiero del sei.

Testa, cuscino

-telecomando in mano-

subito parto per un

viaggio all’indietro.

Vedo cappotti voltati

rivoltati, lacci

consunti, coperte

da schiantare la

gabbia toracica.

E poi veloci

-che dico-

vorticosi

disegni psichedelici

musica dei Matching Mole

quando la questione era

pensa a come sarai, anziché

pensa

a come cazzo sei diventata.

Pirandello docet

e nel sogno

-sogno dal vivo-

il copione è sempre

dimenticato, l’autore

dileguato.

Sequenze, piazze

ma di colpo

-fermo immagine-

volti case automobili

perfino la messinpiega

dell’annunciatrice, la gonna

a sbuffo, il guanto traforato

ecco ricado nella

storia vecchia

odorosa di

quadrotti alla canfora

tastata nei cassetti

nei bauli di larice

in colletti di ricambio duri

come quelli dei preti

in spaghetti fumanti

al ragù nero in dita

bianche d’impasto

in palle di giornale

da farci fiamme

in fogli di carta spessa e

lustra da

non riuscire neanche

a pulircisi il culo.

Dove trovarvi adesso

per chiedere consiglio

insultarvi piangere

stringervi

gente dell’anteguerra

esperti di stenti

e di allegria

bevitori di

caffè alla cicoria

danzatori di boogie

musicisti pazzi

dello swing.

Io cerco voi

voi tutti, sempre

e per sempre

grondanti vita.

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

Passacaglia

Toccami, senti

senti come vibro!

Già, mi emoziono

e forse anche di più.

 

Lancerei un grido

ad ogni sviolinata.

Scompiglierei la chioma

del vicino

che sonnacchioso

suda nel gilet.

Gli direi: sveglia!

Ma come, sta dormendo?

Come?! Non vive?

 

No no, ti garantisco

te lo giuro

non ne capivo niente

di sarabande, fughe

musicali. 

Mi agitavo su ritmi

rock e blues.

 

Adesso invece

adesso giusto or ora

la passacaglia passa

non s’incaglia

regala ardore

vortici di blu.

 

E’ vero dunque

tardi non è mai

per sorprendersi

il nuovo

a interpretare.

 

Che privilegio

inaspettato dono

invecchiare in minore

e con il sol.

 

20180728_200437

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luglio

E così si avvicina il tempo delle cosiddette vacanze. I miei pensieri si fanno più radi, eppure tumultuosi. Mi aspetta un volo, dopo che già mi sono concessa qualche giorno tra valli tutte in fiore. Cerco quel fil rouge che mi persuada a intraprendere un nuovo percorso di scrittura. Chissà se e quando lo acchiapperò. Per ora devo lasciarmi accarezzare dalla possibilità del progetto, senza altro chiedere. E anche lasciare per qualche tempo il blog, per consegnare un paio di lavori prima della partenza.

Se durante l’estate avete voglia di leggere, portate con voi il mio Parole presenti, pubblicato dalle Mezzelane. Di che si tratta? – vi chiederete. Beh, come spiegarvi… non si tratta di un romanzo ma di una raccolta di brevi prose, racconti e poesie. Insomma, ecco, se questo libro è nato è perché certe parole, per me, sono come isole. Provando a esplorarle, ho trovato la vita.

Vi accoglierò tra le pagine e ci terremo compagnia. Eh già, se scrivo è soprattutto per condividere.

Auguro a tutti un’estate luminosa.

20180630_111310

4 haiku sui cambiamenti climatici

Affonda il piede-

Fango, fradicia terra:

piange il ghiacciaio.

 

Se rasa al suolo

come potrai, foresta,

darci il respiro?

 

Dice il poeta:

-Vincere la natura,

che sconfitta!

 

Lui non sapeva:

oggi è al mercurio il pesce

moltiplicato.

20180629_104415

 

 

 

 

Frullano i raggi-

di un mese controvento

canta l’estate.

 

Così fresco il ricordo

di noi lungo il canale.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

Dichiarazione

Te lo dichiaro:

sono di pianura,

specie quando

il sambuco è

in fioritura.

Possiedo -giuro-

gambe da pianura

come in

quella canzone

veritiera.

Sul piano -vedi-

è il cielo

a dilagare.

Te lo svelo così

senza misura,

tanto per dare il via,

per iniziare.

Per iniziare cosa?

-ecco il problema-

e fino a dove

spingersi a indagare.

L’esitazione piega

la mia schiena,

in vasti campi

mi potrei smarrire.

Termino adesso quindi,

lascio stare.

Saranno vento e

acacie a dissertare,

delle risaie rane

a intervenire.

Noi giù,

frasi alle spalle

come sale.

WP_20170816_002

Temporale

Oggi nella

mia testa è

temporale.

Nuvolaglia in

capriccio

tuono

a festa.

In combutta

coi suoni

più rubelli

vibrano l’occhio

i battiti di

ciglia.

Non aspettando te

tutto vacilla

se non cado

è perché

pioggia

bacchetta.

Da galantuomo

il tempo assai

smeriglia

la scaglia ieri

rugginosa

brilla.

original_file_lock

Navigazione articolo