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Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per la categoria “Romanzo”

Acque

L’ACQUA E’ PIU’ VICINA A NOI DI QUANTO NON LO SIA LA TERRA.

(Da “Storia di una vita”, di Aharon Appenfeld. Guanda editore)

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Tecnica mista

Sull’amore

A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è un fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra.

(John Williams, Stoner, Fazi Editore, p. 225)

IMG-20160228-WA0001.jpg(Foto di Daria Mascotto)

Leggendo Javier Marìas

Sto terminando la lettura di un romanzo intitolato: “Così ha inizio il male”, di J. Marias. Questo autore non mi delude mai, da lui mi sento presa per mano già dalla prima riga e accompagnata fino all’ultima. Non rischio di perdermi e seguirlo non mi costa fatica, nonostante la complessità degli argomenti e i frequenti voli pindarici a cui mi sottopone: piccolo-grande miracolo della scrittura, che quando funziona non lascia spazio a fraintendimenti. Cosa che invece capita alle ‘alate’ parole quotidiane, troppo spesso fonte d’incomprensione e di rancore.

Riporto di seguito una frase del romanzo (una tra le tante) che mi ha colpito e che desidero condividere.

“Ciò che era unico finché era segreto e ignoto a tutti, diventa un episodio banale una volta che è stato esposto e gettato nel sacco comune delle storie che si sentono in giro e si mescolano e vengono dimenticate, e che per di più potranno essere riportate e travisate da chiunque per puro caso passi da lì o ne sia raggiunto, perché una volta che le abbiamo liberate, le storie rimangono nell’aria e non c’è modo d’impedire loro di aleggiare o volar via se la bruma le avvolge o il vento le sospinge, e di viaggiare attraverso lo spazio e attraverso il tempo deformate da molteplici echi e dalla lama affilata delle ripetizioni”. 

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Da “Linfe. (Romanzo vegetale)”

Può essere, l’amore, mortale incantamento.

Ossessione che schiantandoti al tronco ti fa rimanere eternamente giovane, bella, innamorata. Può essere che l’essenza del legno imprigioni la tua per sempre, ne divenga custode.

A questo, crede fermamente Margherita Babi, l’ultima in ordine di tempo a vedere Tindara ancora in vita.

Secondo Margherita, se l’albero abitato da un’anima piglia fuoco, costringe anche l’anima ospite a migrare, forse a posarsi su radici aeree, in attesa di un’altra, più stabile dimora.

È negli alberi che Margherita Babi ripone da sempre la fiducia più assoluta. E proprio come accade in antiche leggende che raccontano di alberi abitati, lei vorrebbe tanto, prima o poi, ospitare dentro di sé l’anima di un’altra persona.

Da “Linfe. (Romanzo vegetale)” di Adriana Libretti, Vydia Editore.

L'albero di Pondicherry (foto di A.L.)

L’albero di Pondicherry (foto di A.L.)

Sulla condizione umana

Foto di A.L.

Foto di A.L.

Tutti scoprono, più o meno presto nella loro vita, che la felicità perfetta non è realizzabile, ma pochi si soffermano invece sulla considerazione opposta: che tale è anche una infelicità perfetta. I momenti che si oppongono alla realizzazione di entrambi i due stati-limite sono della stessa natura: conseguono dalla nostra condizione umana, che è nemica di ogni infinito. Vi si oppone la sempre nostra insufficiente conoscenza del futuro; e questo si chiama, in ogni caso, speranza, e nell’altro, incertezza del domani. Vi si oppone la sicurezza della morte, che impone il limite a ogni gioia, ma anche a ogni dolore. Vi si oppongono le inevitabili cure materiali, che, come inquinano ogni felicità duratura, così distolgono assiduamente la nostra attenzione dalla sventura che ci sovrasta, e ne rendono frammentaria, e perciò sostenibile, la consapevolezza.

(Primo Levi, Se questo è un uomo)

VI ASPETTIAMO

http://www.bookcitymilano.it/events/linfe-e-risonanze/

LINFE E RISONANZE

Eccomi a parlare dell’altro evento a cui parteciperò sabato 23 novembre alle 21,30 presso la Biblioteca Gallaratese di via Quarenghi, sempre inserito nel programma di Bookcity Milano di quest’anno. E’ un evento a cui tengo particolarmente, visto che altro non è che la presentazione del mio libro “LINFE” in forma di spettacolo. In breve, si tratta di questo: io leggerò alcuni brani tratti dal mio romanzo edito da Vydia; Daria Mascotto, danzatrice di Bharata Natyam, parteciperà danzando. Parole e coreografie risultano qui infatti, a nostro avviso, misteriosamente connesse.  Il libro è ambientato in Italia in un paesino di provincia, eppure una delle sue protagoniste è una specie di Apsaras (fata dei boschi della mitologia indù), una sorta di Ninfa insomma, che dialoga ogni giorno con gli alberi e che a essi, più che ai suoi simili, si sente apparentata.

Vi aspettiamo allo spettacolo (40 minuti circa), gratuito come tutti gli eventi di Bookcity.

Per ulteriori informazioni, seguite il link qua sotto:

http://www.bookcitymilano.it/events/linfe-e-risonanze/

Copertina LINFE 2

Adriana Libretti: Linfe. Romanzo Vegetale – Nota critica di Dome Bulfaro

Condivido il link  alla bella recensione al mio romanzo, LINFE, Vydia Editore (www.vydia.it)  apparsa sul blog “Via delle belle donne”.

Adriana Libretti: Linfe. Romanzo Vegetale – Nota critica di Dome Bulfaro.

LINFE, il mio nuovo libro

Oggi, equinozio di primavera, una bella notizia.

A giorni uscirà per Vydia Editore il mio quarto libro: Linfe. Romanzo vegetale. Lo presenterò per la prima volta il pomeriggio del 14 aprile a Civitanova Marche e, la sera stessa, a Macerata.

Ho cominciato a sviluppare l’idea di questo lavoro nel 2009 e a metterci mano nel 2010; poi, come sempre, l’ho riveduto, riscritto e corretto non so più quante volte.

MI FAI STUPIRE

CORTECCIA DA ELEFANTE

DEL BAGOLARO.

Questo l’haiku di apertura, dedicato a un albero il cui nome ho scoperto di recente e sotto il quale ho avuto il piacere di dipingere qualche estate fa. In effetti era da tanto che pensavo a un libro che avesse come protagonisti gli alberi. A dire il vero qui i personaggi sono umani: si tratta degli abitanti di Strigole e di Aiucco, due paesini di un immaginario fondovalle. Una delle protagoniste del romanzo, però, ha un rapporto privilegiato con gli aberi: sono loro, infatti, gli unici depositari dei segreti di Margherita. E di segreti, questi luoghi poco abitati, dimenticati dai più, ne custodiscono parecchi. La vita scorre apparentemente tranquilla fino al ritrovamento di un cadavere sotto il vecchio noce…

Non si tratta di un noir; in realtà non saprei a quale genere ascrivere Linfe. So che scriverlo mi è costato fatica e però mi ha anche divertito. So che molte cose sono nate strada facendo. So che io stessa mi sono ritrovata spesso a interrompere, a camminare tra gli alberi. Ne ho toccato le cortecce, ne ho disegnato le foglie per cercare d’imprimermele nella mente. La natura mi ha accompagnato sempre: è generosa, non ha mezze misure. A lei ho cercato di affidarmi.  Cantano i Pigmei del Congo: “Intorno a noi c’è il buio: ma se il buio c’è e il buio è parte della foresta, allora il buio deve essere buono”.

Qui sotto le parole riportate sulla quarta di copertina:

La vita sa essere ordinaria e stravagante, lieta e sconvolgente. Lo sanno bene i protagonisti di questo romanzo, prigionieri di una tenue monotonia di provincia fatta di piccoli piaceri e malcelate frustrazioni, di misteri e segreti inconfessabili. I punti di vista si accavallano e i destini si incrociano, mentre il racconto procede a ritroso verso una serie di folgoranti rivelazioni e un piccolo mondo sembra pulsare all’unisono, accomunato dallo stesso sangue, dalla stessa “linfa”. L’universo vegetale non è soltanto una metafora: con i suoi infiniti cicli e i suoi silenzi, racchiude una promessa di eternità di fronte alla morte e uno spazio di ascolto per questi personaggi così vicini eppure così soli.

LINFE. Romanzo vegetale sarà corredato da audiolibro (acquistabile a parte, su richiesta)  e venduto in rete su varie librerie virtuali oltreché sul sito www.vydia.it

Per adesso non voglio aggiungere altro. Spero di averti presto con me, tra i lettori.

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