adrianalibretti

Poesie, prose, foto e dipinti

Archivio per il tag “amore”

Lucciole e fiori:

ti aspetto nel giardino

di mare a maggio.

 

D’improvviso mi accorgo

che ancora nego il vero.

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Cucina reattiva

Gustative

papille

ormai

v’intendo.

Né più

mi curo di

quel frigo

vuoto.

Circolarmente

rimesto

tempospazio,

abile a

commutare

umili avanzi.

Oggi,

nuove ricette:

mumble

crumble,

bavarese

di zero

grano in

zucca,

salivella

integrale

senza

gnocca.

Sottoloscrivo:

mi nutro

di emozioni.

Mordo

malate attese

aspettative.

Sputo

silenzi pregni

di tensione.

Mangio

pensieri

lievi inascoltati

e i tuoi

distratti baci

da cazzone.

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Un nuovo aprile

Ne sono certa:

cogli ogni mio pensiero

al primo sboccio.

 

La primavera invita

a far scorta d’amore.

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Elleboro

Stella di frutti

a febbraio sussurri:

– sarò il tuo fiore.

A invernali promesse

voglio credere ancora.

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Geme ogni stelo:

cielo e terra in amore

nel temporale.

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Sulla strada

Psichedelico eri, sei, rimani

tutto il nostro stupore ho tra le mani

mani grandi? No, mani piccoline

che hanno giocato insieme, birichine.

La giovinezza stava nel presente

nella foto si nota -eddai!- non mente.

Il gran cerchio con te curvava bene

anche perché non c’erano catene.

Te ne sei andato presto amore caro

fingendo d’ignorar che il tempo è avaro.

Senza di te si sta come una foglia

-un poeta lo disse e dio non voglia

che ora s’adombri se lo tiro in ballo-

m’è la poesia compagna senza fallo.

Amore psichedelico ti chiamo

sognando California dal mio ramo:

San Francisco, San Diego, sulla strada

col tuo sorriso sempre, ovunque vada.

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Now

Vedi quel buio

contro

chele e zampe

in mezzo a onde

di sabbia

a duna a duna?

Odi il frusciare

a notte

dei granelli

lo scorpione

che uccide

mentre ama?

Il silenzio

dei pesci

là ad oriente?

La risata

oceanica

a gabbiano?

Artico vento

mi s’incolla

addosso

pensieri spazza

e tutto attorno

ghiaccia

ma un solo

volto

non s’incrina:

il tuo.

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Così

Così di solitudine

agghindata

m’aggiro lieve

in mezzo alle parole

libertà privilegio

bambù in resta

vento ocarina

canone che soffia

eppure anche

malattia dell’oggi

inane fiore

pervasivo dono

a un occidente

che si tiene colto.

Scomparso amore

sogno dirupato

mio ibisco rosso

della vita sale

speranza in dote

alla materia oscura

in compagnia starò

di un secco manto

lanciato a terra

quando dio lo vuole

a benedire

l’aritmia dei lampi

bacche in scompiglio

smadonnanti cari.

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Vi ninno foglie: / canto finché non siete / accartocciate.

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Callicarpa

Non so la parte mai

non so la parte

rinuncio al ruolo

sasso con il foro

pietra bucata

quasi mitragliata

pizzichi vuota

gola rinsecchita.

Con gran fatica

arranca ogni pensiero

neonato nero

sguardo celestiale.

Non so la parte io

mi tiro indietro

e frugo frugo

in cerca del copione

che mi è sottratto

perché già mutato

nelle battute

personaggi

trama.

Smarriti appunti

note d’intenzioni

al posto loro

dei romanzi fiume

che non potrò all’intero

recitare giacché sì

tutto son tenuta a dire

prima che il giorno

faccia colazione.

Amore invita a

stare per andare

non aspettare

non interpretare

muovo le mani

soffio sulla carta

sei tu a parlare

dolce callicarpa.

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(Callicarpa)

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